La giraffa non c’entra

Spesso succede che un nome si porti dietro un destino e che essere diversi sia l’unico modo di salvarsi.

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Spesso succede che un nome si porti dietro un destino, a volte trascinato col fare pigro e indolente di chi sa già cosa lo aspetta, altre con la determinazione caparbia di chi a quel destino già segnato non si arrende. Il destino di Caterina si snoda nell’aria densa e lattiginosa della provincia, all’ombra di treni che sembrano passare sempre al momento sbagliato. Ma lei ha un sogno, anzi più di un sogno, un progetto, e per realizzarlo ha accettato di portare su di sé un marchio che è allo stesso tempo una premonizione: essere quella strana, quella diversa, quella che se ne vuole andare.

E poi c’è il destino dell’altra Caterina, la sua bisnonna. Un destino che parla di povertà, di oceani e bastimenti, di un viaggio di sola andata per l’America e di una zia, Minerva, che la cresce come una figlia. Lì, a Little Italy, tra stoffe vistose e abiti tagliati per sembrare quelli dei ricchi, Minerva non le insegna soltanto un mestiere ma soprattutto l’arte di essere libera. Poi il ritorno. Doveva essere solo per qualche mese, dicevano, ma nel frattempo è trascorsa una vita intera. Di là, oltre l’oceano, Caterina ha lasciato i frammenti di un’esistenza che ha cercato fino all’ultimo di ricomporre fino a quando, nelle parole e nei ricordi di nonno Ernesto, le storie di due donne che hanno condiviso il nome e una ostinata vocazione alla diversità si ricongiungono inserendo l’ultimo tassello di un puzzle che racconta quattro generazioni.

Un ritratto di famiglia tratteggiato con voce delicata e toccante, ricco di figure femminili potenti, su cui torreggia una monumentale Minerva a tessere ricordi e annodare le trame sgargianti di un racconto difficile da dimenticare.

Irene Bonino

Irene Bonino è nata ad Asti. Ha abitato diversi anni a Milano e ha lavorato come giornalista. Attualmente vive nei Paesi Bassi. La giraffa non c’entra è il suo romanzo d’esordio.

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Indicato: per chi sogna di raggiungere l’America a bordo di un transatlantico, per chi l’America ce l’ha dentro, non importa dove si trovi, per chi ama collezionare oggetti inutili (per gli altri).

Posologia: assumere per via orale, come una lunga, avventurosa favola.

Effetti collaterali: vi potrebbe venire un’assurda voglia di assemblare bulloni e costruire totem in grado di scacciare la malinconia.